Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post

domenica 1 aprile 2018

Libri: Emanuela Crosetti - Come ti Scopro l'America (Exorma Edizioni)


di Luca Salmini

Tutti i viaggi prevedono un punto di partenza e una meta finale ma non molti si basano su un'idea originale e per certi versi geniale, come quello raccontato da Emanuela Crosetti in 'Come Ti Scopro L'America'. Brava fotografa, come dimostrano gli stupendi scatti che illustrano l'opera, e giornalista dal linguaggio forbito, Crosetti racconta di un viaggio negli Stati Uniti che ripercorre le epiche tracce della leggendaria spedizione che gli esploratori Lewis & Clark compirono nei primi anni dell'800, un'avventura che dal porto di St. Louis li condusse fino alle coste del Pacifico alla scoperta del selvaggio West. 

Duecento anni dopo, l'autrice ripercorre lo stesso intinerario, raccontando quei luoghi che non sono più gli stessi ovviamente, ma che non sembrano nemmeno cambiati più di tanto o almeno non è mutato affatto il fascino che li pervade. Il resoconto è un memoir di viaggio in solitaria attraverso quell'America periferica che Bruce Springsteen canta nelle canzoni di 'Nebraska' o John Mellencamp nelle strofe di Small Town: una terra di città fantasma, caffetterie lungo la strada, rottami in disuso, stazioni di servizio abbandonate e anime alla deriva, dove “...se non vi fosse transito d'auto, l'unico rumore sarebbe il crepitare della ghiaia...”, insomma luoghi che incarnano il fallimento del Grande Sogno Americano e la poetica di mille canzoni. 

Come si diceva, Emanuela è una fotografa capace di cogliere l'attimo e l'inquadratura perfetta e il suo resoconto, redato con una scrittura agile, asciutta e al contempo ricercata, è un racconto per immagini, come se la narrazione si condensasse in una sequenza di scatti fotografici, intervallata dalle sempre pertinenti e suggestive citazioni dai diari di Lewis & Clark: in Come Ti Scopro L'America ci sono tanta storia e tante storie come quelle del bandito “Kid” Wade, del celeberrimo Generale Custer o dello strambo rigattiere Bob, ma l'impressione è di sfogliare un gigantesco album fotografico composto da parole, dove ad ogni capitolo potrebbe corrispondere uno scatto e ad ogni paragrafo un particolare. 

Un viaggio così avventuroso e a tratti perfino rocambolesco necessita di un'adeguata colonna sonora e visto che Emanuela Crosetti è anche un'appassionata di rock (ricordo i suoi primi piani sempre emozionanti ad illustrare le pagine del mensile Buscadero), nel libro non mancano riferimenti colti come Marty Robbins, Bob Dylan o Johnny Cash, nomi che hanno fatto e continuano a fare la storia della musica americana e ad alimentarne l'immaginario mitologico. Pubblicato nel 2016 da un piccolo editore come Exorma, Come Ti Scopro L'America ha avuto poca pubblicità e una diffusione basata più che altro sul passaparola, ma è un autentico gioiello che si legge tutto d'un fiato e alimenta come benzina la fiamma dei sogni.

American Stories: altri dieci libri per scoprire l'America:

  1. John Steinbeck – Furore
  2. Jack Kerouac – Sulla Strada
  3. William Least Heat-Moon – Strade Blu
  4. Mario Maffi – Misssissippi
  5. Bill Bryson – America Perduta
  6. Bernard-Henri Lévy – American Vertigo
  7. Seba Pezzani – Profondo Sud
  8. Mike Bryan – Uneasy Rider
  9. Alberto Giuffrè – Un'Altra America
  10. Joe Bageant – La Bibbia e il Fucile   

giovedì 5 ottobre 2017

Claudio Trotta - No Pasta No Show

Fresco sessantenne, il noto promoter meneghino celebra l'importante anniversario dando alle stampe per i tipi di Mondadori una interessante autobiografia che in 204 agili pagine si pone l'arduo obiettivo di raccontare quaranta anni di concerti dal vivo, vissuti in una posizione tanto privilegiata quanto complessa: quella di chi deve garantire lo spettacolo migliore possibile al pubblico, facendosi carico di tutto ciò che ruota attorno all'organizzazione di un evento.

Nell'opera, sugli scaffali delle librerie dal 17 Ottobre, Trotta racconta con la semplicità e la schiettezza che lo contraddistinguono situazioni, aneddoti, rimpianti e trionfi, personali e della sua creatura più nota, quella Barley Arts che dal 1979 ad oggi ha permesso al pubblico italiano di ammirare dal vivo artisti del calibro di Frank Zappa, Bruce Springsteen, Van Morrison, John Mellencamp, AC/DC e David Bowie, giusto per fare qualche nome, la lista è pressoché infinita.

Con un occhio di riguardo per alcuni dei beniamini personali dell'autore, come John Martyn, Ry Cooder e Robert Plant, e ampio spazio dedicato al Boss, compagno di scorrerie post-concerto ma anche causa del sovraffollamento del profilo Facebook di Trotta ogni qualvolta si sparge la voce di un possibile tour,  il libro testimonia la passione intramontabile e lo spirito anticonformista di uno dei protagonisti della cultura milanese, sempre in cerca di quella "Bellezza" che è ormai diventata una sorta di marchio di fabbrica.

No Pasta No Show - I miei 40 anni di musica dal vivo in Italia (Mondadori Electa, 204 pagine, 19.90€)

giovedì 20 aprile 2017

Libri: Aubrey Powell - Vinyl . Album . Cover . Art - The Complete Hipgnosis Catalogue (Thames & Hudson)

Splendida edizione in hardcover per questa imperdibile raccolta di tutte le copertine discografiche create dallo studio Hipgnosis, in oltre quindici anni di attività. Fondato a Londra nel 1967 da Storm Thorgerson e Aubrey Powell, lo studio è titolare di oltre 370 illustrazioni, utilizzate per gli artwork di alcuni tra i più importanti album pubblicati negli anni '70. Pink Floyd, Led Zeppelin, Yes, Paul McCartney, Peter Gabriel, XTC, The Police, sono solo alcuni dei nomi che fanno parte della lista di committenti prestigiosi dello studio. Elencate in ordine cronologico con descrizione, foto supplementari e curiosità, le copertine ci accompagnano in un entusiasmante viaggio attraverso l'iconografia del rock. 



Ampio risalto ai titoli più conosciuti: Dark Side Of The Moon, Houses Of The Holy, Peter Gabriel 2, ecc, ma giuste citazioni anche per lavori discograficamente meno fortunati ma altrettanto rappresentativi della capacità creativa dello studio. La parte del leone la fanno chiaramente le illustrazioni, ma nel libro troviamo una serie di scritti molto interessanti, come la bella introduzione di Peter Gabriel e una dettagliata guida alla creazione di una copertina discografica redatta da Storm Thorgerson nel 1977; Powell, oltre a descrivere ogni singola copertina con dovizia di particolari, ci racconta la genesi dello studio, corredandola di belle foto inedite tratte dagli archivi personali. 



Un gran bel documento storico che non può mancare, accanto ai dischi citati, sullo scaffale di ogni appassionato di musica, se possibile affiancato dall'altrettanto indispensabile titolo, precedentemente pubblicato da Aubrey Powell: Hipgnosis/Portraits (Thames & Hudson, 2014).

venerdì 3 marzo 2017

Aubrey Powell - Vinyl . Album . Cover . Art - The Complete Hipgnosis Catalogue

In libreria dal 13 Aprile, per Thames & Hudson, la raccolta di tutte le 372 copertine create dal collettivo artistico formato da Storm Thorgerson, Aubrey "Po" Powell e Peter Christopherson, con info, dettagli e aneddoti legati alla produzione. Un viaggio attraverso l'immaginario del rock degli anni '70, con le opere apparse sulle copertine di Pink Floyd, Led Zeppelin, Genesis, Syd Barrett, Yes, Xtc, Black Sabbath e tanti altri.

Peter Gabriel, Marcus Bradbury ed Harry Pearce arricchiscono il lavoro con propri contributi. Un compendio che non può mancare nella libreria di ogni appassionato di musica, a complemento del precedente 'Hipgnosis/Portraits' (Abrey Powell - Thames & Hudson 2014).



"Po", Christopherson & Thorgerson


giovedì 5 gennaio 2017

Top 2016

Post lungo per i miei preferiti del 2016.

Dischi:
Billy Bragg & Joe Henry - Shine A Light (Cooking Vinyl)

Ray LaMontagne - Ouroboros (RCA)

Sam Beam & Jesca Hoop - Love Letter For Fire (Sub Pop)

Film:

The Hateful Eight - Quentin Tarantino

Revenant - Alejandro Gonzales Inarritu

Io, Daniel Blake - Ken Loach

Libri:
L'ora dei gentiluomini - Don Winslow

Eccomi - Jonathan Safran Foer

Motown - Adam White/Barney Ales

sabato 4 aprile 2009

Claudio Sessa - "Le Età Del Jazz, I Contemporanei" (Il Saggiatore)

Interessante saggio che va a colmare una lacuna spesso presente nelle opere enciclopediche dedicate alla musica jazz: la scena contemporanea viene, nella stragrande maggioranza dei casi, riassunta in brevi capitoli superficiali e poco approfonditi; si preferisce indugiare su quelli che sono i capisaldi artistici del jazz moderno, trascurando di fatto alcuni musicisti ed autori fondamentali per comprendere l'evoluzione di un genere in continuo divenire.


La complessità di un panorama che allinea personaggi e correnti oltremodo articolati, viene affrontata con rigore e competenza da Claudio Sessa, milanese, classe 1955, critico per il Corriere della Sera e docente di Storia del Jazz al Conservatorio di Trieste, autore di trasmissioni radiofoniche, monografie e pubblicazioni tra le più importanti nella bibliografia dedicata al genere.

Con uno sguardo ben ancorato sul passato e sulle radici del movimento, Sessa mette ordine al presente, affrontando la carriera di alcuni tra i più influenti autori dell'avanguardia recente, evidenziandone le peculiarità originali e legandole a doppio filo con le influenze assorbite dall'esperienza dei grandi jazzisti del passato.


Dopo l'interessante prefazione di Uri Caine, Sessa si lancia dunque, nel primo capitolo Oltre la cronaca, in un'arguta disamina di quanto avvenuto negli ultimi decenni, inserendo rimandi continui al passato sia in termini puramente storici sia per quanto riguarda gli ascolti consigliati. Questa linea prosegue nei capitoli successivi, L'interazione tra Stati Uniti ed Europa e Radici locali e musica mondiale, che ripercorrono il progressivo allontanarsi del genere da stilemi e forme tipicamente americani, assorbendo tradizioni culturali tra loro molto distanti.

Il nuovo jazz italiano è un dovuto omaggio alla scena del nostro Paese, spesso sottovalutata anche dai critici nostrani. I tre capitoi successivi proiettano invece l'attenzione sul futuro, tra il Jazz Neoclassico, L'ambiguità elettronica e Nuovi racconti, nuovi registi.


Cercando quindi di comprendere i sommovimenti di una scena in continuo ribollire, Sessa pianta le basi di un'opera di grande interesse, non propriamente consigliata ai novizi, che nelle intenzioni dell'autore costituisce il primo volume di una trilogia. Un libro che si fa leggere tutto d'un fiato, invogliando all'ascolto dei tanti, bellissimi, dischi citati.


Claudio Sessa

Le Età del Jazz – I Contemporanei

Il saggiatore – 2009

Pagine: 288

Prezzo: 23 Euro


martedì 24 marzo 2009

John F.Szwed - "Jazz!" (EDT/Siena Jazz)


“Una guida completa per ascoltare e amare la musica jazz”

Sottotitolo impegnativo per un libro di 288 pagine che si trova ad affrontare la definizione di un genere nel quale convivono tradizione e modernità, radici e sperimentazione, evolutosi in un arco di tempo lungo quasi cento anni, influenzando la società ed il costume, non solo della terra dalla quale proviene.


Il jazz è musica, onda emotiva, forza ed espressione, ritmo ed intreccio melodico, tecnica e creatività, qualcosa che fa battere i piedi ma anche spremere le meningi.

Partendo da questi presupposti John F. Szwed, antropologo americano classe 1936, titolare di insigni cattedre presso Yale e Columbia University, con all'attivo una lunga serie di pubblicazioni dedicate alla tradizione afroamericana, si propone di creare un percorso musicale legato a doppio filo con l'analisi sociologica e culturale di un'epoca, innestando gli ascolti delle più importanti registrazioni nella storia del jazz all'interno della struttura ad ampio respiro di un'opera tesa a semplificare un linguaggio a volte considerato dal grande pubblico fin troppo involuto o difficile, sviscerandone i legami con la cultura popolare e con la quotidianità.


Non vi sono concessioni all'esaltazione del tecnicismo o ad un banale snobismo elitario, Szwed analizza con sincera partecipazione emotiva personaggi ed opere che hanno cambiato il corso della musica mondiale, spingendo sul lato divulgativo ed incuriosendo con citazioni e richiami a realtà e stili apparentemente lontani dal linguaggio del jazz tout court.


Ottimo anche il lavoro del curatore dell'edizione italiana, il musicologo e storico del jazz Francesco Martinelli, membro illustre della Fondazione Siena Jazz.

Un lavoro interessante soprattutto per chi si avvicina alla musica afroamericana, con l'obiettivo di conoscerne storia, linguaggio e personaggi, facendosi accompagnare nei meandri di una sterminata discografia da un divulgatore preparato ed abile nel raccontare e stimolare l'amore verso una delle forme d'arte più importanti dei nostri tempi.


 


sabato 14 marzo 2009

Luca Ragagnin - "Un Amore Supremo" (Instar libri)


Luca Ragagnin, Torinese, classe 1965, è scrittore prolifico, poeta apprezzato a livello internazionale e paroliere che può vantare collaborazioni con alcune realtà “altre” della musica italiana: Subsonica, Bluvertigo, Delta V, Garbo.


Premio Montale 1996, dal 1997 ad oggi ha firmato ventidue lavori, tra raccolte di poesie, racconti e saggi; tra questi, da ricordare la “Trilogia dei vizi” -“Elogio Della Sbronza Consapevole” (Marsilio, 2005), “Elogio Dell'Amore Vizioso” (Marsilio, 2006) e “Smokiana” (Marsilio, 2007)- scritta a quattro mani con Enrico Remmert, il piccolo dizionario gastropop “Canzoni da Mangiare” (Il Leone Verde, 2003) e le raccolte di poesie “Biopsie” (Manni, 2000), “La Balbuzie Degli Oracoli” (Manni, 2003) e “Granny Smith” (Marco Valerio, 2007).


Da sempre innamorato del jazz, Ragagnin porta a compimento un omaggio tra racconto e poesia, tra aulica visione e romantiche fascinazioni, redigendo, attraverso sessantaquattro racconti e ritratti, una personale storia della musica e dei musicisti, a partire dal capolavoro di John Coltrane (A Love Supreme, Impulse 1964) dal quale prende a prestito il titolo dell'opera.


Ritratti, scorci di vita, ironiche interpretazioni, un campionario di variazioni sul tema che coinvolgono Louis Armstrong, Charlie Mingus, Billie Holiday, Charlie Parker, Chet Baker, Lester Young, Miles Davis, Bill Evans, Ornette Coleman, Gerry Mulligan e tutti gli altri grandi, raccontati con istintiva musicalità e passione.


Per l'autore il jazz “sa diventare di un'intensità tale da cambiare l'esistenza non soltanto di chi la suona, ma persino di chi l'ascolta”, e questa potenza espressiva si estrinseca nel variegato lirismo insito nelle pagine di questo bel libro, non semplice campionario di personaggi e generi, bensì multiforme “jam session” che racconta il jazz con amore e passione. 


mercoledì 4 marzo 2009

Mimma Gaspari - "Penso Che Un Mondo Così Non Ritorni Mai Più" (BCD Editore)


Poco più che ventenne, alle soglie dei favolosi anni sessanta, una ragazza appena uscita dall’università decide di lanciarsi nel mondo della musica come autrice di testi. Finirà per entrare nel grande circo delle case discografiche, vivendone privilegi e contraddizioni, condividendo gioie e fatiche nella scalata al successo dei più grandi nomi del panorama italiano e straniero.


Quella che potrebbe essere la trama di un romanzo è in realtà il sunto di trenta anni di vita vissuta da Mimma Gaspari, raccontata dalla stessa nelle 375 pagine di questo bel libro pubblicato da Baldini Castoldi Dalai Editore, con la prestigiosa prefazione di Renzo Arbore.


Dagli esordi come paroliera per Teddy Reno, alle soddisfazioni raccolte durante i lunghi anni passati alla corte delle Messaggerie Musicali di Ladislao e Piero Sugar e della RCA di Ennio Melis, occupandosi di artisti del calibro di Paolo Conte, Gianni Morandi, Patty Pravo, Nada e Renato Zero (e la lista potrebbe continuare pressoché all’infinito), questo libro racconta l’epopea della discografia italiana, negli anni in cui la creatività rivestiva ancora un ruolo predominante nelle politiche delle etichette.


Prima dei manager e delle grandi major, con uno spirito pionieristico che negli anni è andato perdendosi dietro grafici ed interessi che con la musica hanno poco o nulla a che spartire:

«Noi non vendevamo saponette, vendevamo sogni, emozioni, pensiero, divertimento: e certo subivamo tensioni, ma eravamo coinvolti in una “bolla artistica” e nell’orgoglio di portare a termine un’impresa grande. Perché allora la canzone era una cosa grande».


Un libro indispensabile per comprendere i meccanismi nascosti dietro un ambiente vitale, creativo e complesso, passato attraverso boom economico e crisi, segnando profondamente il costume del tessuto sociale nel nostro Paese. 


domenica 1 marzo 2009

Carlo Boccadoro - "Racconti Musicali" (Einaudi)


Compositore e direttore d’orchestra, milanese d’adozione, Carlo Boccadoro è musicologo appassionato nonché divulgatore di grande caratura intellettuale, autore di una serie di interessanti lavori pubblicati da Longanesi, Garzanti, EDT e Marcos y Marcos.

Per Einaudi compila ora questa raccolta di ventidue racconti, i quali, seppur tra loro distanti cronologicamente e stilisticamente, sono accomunati dalla fondamentale presenza della musica che, come fosse un personaggio tangibile, crea situazioni, influenza comportamenti e cambia il corso delle esistenze.

Nelle parole di Boccadoro: «A qualsiasi categoria stilistica appartengano, questi scrittori raccontano dell’effetto indelebile e ineludibile che la musica ha sui personaggi che abitano le loro storie; in certi casi per loro tutto cambia dopo che sono stati esposti al mondo dei suoni, il baricentro stesso dell’esistenza viene spostato e non è più possibile ritornare allo stato precedente a quello dell’ascolto. In altri la musica è una cartina di tornasole, che assorbe fatti e personaggi rivelando appieno le loro reali o segrete intenzioni, in altri ancora essa è il mastice che tiene fortunosamente assieme brandelli di memoria altrimenti destinati a dissolversi».

Andando a coprire un arco temporale di un paio di secoli, dall’Ottocento ai giorni nostri, il compilatore scandaglia la produzione di grandi autori: Nabokov, Sacks, Gadda, Capote, Christie, Baldwin, Cheever etc, per recuperarne opere minori inserite in un continuum omogeneo, il cui scopo è innalzare la musica a vera e propria protagonista dei racconti.

Una serie di piccole gemme più o meno note, per una raccolta ottimamente strutturata che raggiunge l’apice negli splendidi “Musica per camaleonti” di Truman Capote, “Teatro” di Carlo Emilio Gadda e “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks.
Chicca del lavoro, l’inedito “La ragazza di Ipanema”, strepitoso racconto poetico/onirico, opera del giapponese Murakami Haruki.

Racconti Musicali
A cura di Carlo Boccadoro 
Einaudi/Supercoralli
pp. XII-294 € 19,50