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giovedì 5 gennaio 2017

Top 2016

Post lungo per i miei preferiti del 2016.

Dischi:
Billy Bragg & Joe Henry - Shine A Light (Cooking Vinyl)

Ray LaMontagne - Ouroboros (RCA)

Sam Beam & Jesca Hoop - Love Letter For Fire (Sub Pop)

Film:

The Hateful Eight - Quentin Tarantino

Revenant - Alejandro Gonzales Inarritu

Io, Daniel Blake - Ken Loach

Libri:
L'ora dei gentiluomini - Don Winslow

Eccomi - Jonathan Safran Foer

Motown - Adam White/Barney Ales

domenica 3 gennaio 2010

Lhasa De Sela - 1972-2010



Cantante dal timbro inconfondibile, Lhasa De Sela rappresentava appieno il melting pot di culture che caratterizza certi percorsi musicali dei nostri tempi.
Artista dall'animo nomade, per la quale il viaggio era forma mentis sulla quale plasmare il mix di generi che rendeva la sua musica così personale.

Mentre già lottava con il male che se l'è portata via il primo giorno del 2010 a soli 37 anni, regalò al pubblico un album ingiustamente poco considerato da pubblico e critica, quel "Lhasa" che in qualche modo chiudeva il cerchio, con una serie di oscure ballate dense di sonorità di confine, nelle quali spicca la voce, matura e drammatica, carica di forza e poesia di una artista dal grande talento.

sabato 26 dicembre 2009

Vic Chesnutt - 1964-2009

Talento obliquo nel panorama musicale statunitense, cantore della sofferenza fisica e intellettuale, schiavo di una disabilità che lui stesso si era involontariamente auto-inflitto, risultato della incessante dipendenza da droghe e alcool.

Vic Chesnutt si sentiva stretto in un corpo sul quale non poteva avere totale controllo, stretto in un ambiente che spesso non perdona gli sbagli del passato, stretto in una vita da sempre difficoltosa, alla quale aveva dato tanto e dalla quale forse non si aspettava più nulla.
Chesnutt se ne è andato nel giorno di Natale, suicida a soli 45 anni.
Di lui resta una serie di dischi di buon livello, le intense collaborazioni con artisti del calibro di Widespread Panic, Lambchop e Godspeed You! Black Emperor, e le parole di Michael Stipe, amico di vecchia data e produttore dei primi due album di Chesnutt: "He was one of our greatest songwriters and one of our greatest voices. Chesnutt was able to bring levity to very dark emotions and feelings and he had a humour that was really quite unusual."